FOUR SEASONS HOTEL MILANO PERSONALIZZA LA ‘COFFEE EXPERIENCE’

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Fotografia di Clelia Torelli ©

Al Foyer Bar e al ristorante La Veranda del Four Seasons Hotel Milano  si può ordinare un caffè americano “su misura”, preparato al momento, scegliendo l’estrazione più apprezzata tra quelle internazionali proposte. Si va dal Turkish Coffee, al French Press, al Gina Goat, allo Chemex o il Syphon e tra le diverse varietà disponibili: l’India Kaapi Royal, la Colombia Excelso Washed, l’Ethiopia Natural Sidamo o l’Uganda Natural.

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Il Coffee Trolley. Fotografia di Clelia Torelli ©

A disposizione un Coffee Trolley fatto realizzare artigianalmente in esclusiva dall’Accademia Vergnano, con cui si arriva direttamente al tavolo per la personalizzazione del caffè davanti all’ospite.

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Il coffee specialist Renzo Mannis e il sommelier Antonio Fontana. Fotografia di Clelia Torelli ©

Alla “guida” del trolley il coffee specialist Renzo Mannis e il sommelier Antonio Fontana conducono i clienti lungo la “Caffè Vergnano Experience”, raccontando i diversi caffè, i  metodi di estrazione, guidando nella scelta delle varietà ma soprattutto nella creazione della miscela più gradita in base alle richieste. C’è anche un’agenda in cui vengono indicati in ordine alfabetico dei cognomi dei clienti il caffè preferito in modo che si sappia già per la prossima volta quale miscela preparare.

L’agenda in cui si annotano le preferenze dei clienti. Fotografia di Clelia Torelli ©

E per gli epresso addicted? … Niente paura…, c’è la macchina sempre a disposizione e la possibilità di gustare una “Espresso experience” a base di Jamaica Blue Mountain.

L“Espresso experience” a base di Jamaica Blue Mountain.  Fotografia di Clelia Torelli ©

www.fourseasons.com/it/milan

IL MIO SERVIZIO SULLE CIGAR ROOMS

DOVE LA FUMATA LENTA E’ UN PLUS

La lama del cutter, con un taglio netto, “decapita” il sigaro, l’accendino a fiamma dolce ne scalda il piede, partono le prime boccate fino all’accensione completa e il raggiungimento del ritmo giusto della fumata.È il nirvana per il fumatore di sigari, l’apice di un rituale slow da consumare meglio se insieme ad altri spiriti affini…

Corso Venezia 8, una “bomboniera” nel cuore di Milano

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Indirizzo di charme, una chicca per pochi eletti che la conoscono, dove fermarsi dalla frenesia della città per riprendersi il proprio tempo, ritagliandosi una parentesi da dedicare al proprio benessere. Non si tratta né di un centro estetico né di un salone di bellezza ma di una Capsule Spa. 60 metri quadrati, a pochi passi dal Quadrilatero della moda, dove la parola d’ordine è benessere sartoriale. Qui ogni attenzione ruota intorno alla persona e ogni consulenza, basata esclusivamente sulla tecnica manuale, è cucita su misura. Anima di Corso Venezia 8 è Daniela Biros che accoglie i suoi ospiti offrendogli un the, una tisana o prosecco rosé. Ci sono tre cabine, due delle quali dedicate al corpo ed una a viso, manicure-pedicure. Nel menu, tante proposte estetiche e bionergetiche per lei e per lui. Per riequilibrare il potenziale psico-fisico, intervenendo sui meccanismi dello stress e sui nodi emotivi all’origine di contratture, dolori cervicali e stanchezza cronica, viene proposto un percorso bioenergetico. Per i trattamenti estetici Daniela Biros ha scelto i protocolli Elemis, azienda britannica leader nella cura preventiva anti age, che personalizza secondo le problematiche per un trattamento tailor made. Ci sono quelli dedicati alla donna, all’uomo e agli sposi che prevede un percorso da quattro a otto settimane prima del sì. C’è anche un massaggio nutritivo per future mamme che aiuta a rilasciare tensioni nella parte superiore e inferiore della schiena, ridurre il sudore su mani e piedi e ad alleviare la mente e risollevare lo spirito e l ’umore.

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Il salotto

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La cabina dei trattamenti

 

www.corsoveneziaotto.it

IERI SERA 8 MARZO AL DON JUAN E’ STATO PRESENTATO IL VINO RUTINI MALBEC 2013

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Quale location migliore per presentare e assaporare, per la prima volta in Italia, il vino argentino Rutini Malbec 2013? Naturalmente il ristorante Don Juan di Milano, da 16 anni il riferimento per chi desidera gustare i sapori della stessa terra. Si tratta di un vino d’eccezione mai arrivato oltreoceano, la cui tradizione iniziò nel XIX secolo grazie a Don Francisco Rutini e al figlio Felipe. La storia della cantina risale al 1885, quando furono piantati i vigneti in Coquimbito, Maipú, a Mendoza. Pioniera nella realizzazione dei vigneti in Alto Valle de Uco nel 1925, innovativa in termini di processi e tecniche di produzione, la Cantina ha raggiunto una grande crescita nel corso della sua storia, fino al 2009, con lo sviluppo delle diverse linee Rutini Wines: Felipe Rutini, Apartado, Antologías, Encuentro, Colección Rutini e Trumpeter (Reserva y Clásico).  È considerato oggi uno dei più importanti produttori di vino argentino per la sua alta qualità, riconosciuta nel mercato estero per il carattere dei suoi prodotti, che uniscono 120 anni di esperienza nella produzione di vino.

 

Marlene Gomes e il suo staff

Marlene Gomes e il suo staff

Una delle sale del ristorante Don Juan

Una delle sale del ristorante Don Juan

RISTORANTE DON JUAN

Era il maggio dell’anno 2000, quando Giorgio Beretta e Marlene Gomes rivoluzionano il panorama gastronomico milanese aprendo un ristorante argentino a Milano. Cucina autentica a partire dalle materie prime, la migliore carne delle pampas rigorosamente selezionata e cotta seguendo i metodi tradizionali locali, con uno staff di professionisti arrivati direttamente da Buenos Aires. L’arredo, in vero stile di una casa di campo,  all’insegna della tipicità rurale ma con stile ed eleganza,  è stato affidato a un architetto d’origine argentina che ha saputo trasmettere l’atmosfera giusta. 16 anni di successi e riconoscimenti da parte della critica, con recensioni e segnalazioni in tutte le maggiori guide, ma soprattutto di pubblico. Cinque anni dopo è nata la versione bistrot: Don Juanito. E ora, per soddisfare anche i gusti dei vegetariani/vegani, con la consulenza dello chef Claudio Colombo, in collaborazione con la Dott.ssa Morandi, è nato un menù a base di hamburger di Quinoa con contorni di verdure e piatti di frutta fresca.

www.ristorantedonjuan.com

 

Allo Château Monfort, un’ oasi gourmet sapientemente orchestrata da Martin Vitaloni

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Château Monfort, associato Relais & Châteaux (www.relaischateaux.com/it/), è un luxury hotel a cinque stelle nel cuore di Milano. Un urban resort che ripropone atmosfere e suggestioni di un romantico castello e incanta con i suoi spazi sapientemente restaurati ed elegantemente arredati. Uno dei suoi fiori all’occhiello è Rubacuori, ristorante gourmet, regno di Martin Vitaloni, executive chef che interpreta la tradizione gastronomica italiana in raffinati piatti di ispirazione mediterranea. Ingredienti d’eccellenza sono i principali protagonisti della sua proposta culinaria. I risotti i must della sua cucina, partendo da quello alla milanese con l’ossobuco passando per quello alle barbabietole o con i frutti di mare. Il locale è composto da tre sale, anch’esse arredate in toni fiabeschi, come tutto l’hotel. Nella Sala Rubacuori tavolini rotondi specchiati e sedie argentate con sedute e schienale a forma di cuore dai toni pastello creano la location perfetta per una cena romantica. La Sala degli Specchi, invece, è caratterizzata da divanetti dal gusto chic-retrò, rivisitati in chiave moderna. Infine, nella Sala della Caccia, evocazione di un casino di caccia in chiave fun, svettano divertenti trofei in delicata ceramica bianca. I dolci fatti in casa sono firmati dallo chef patissier e sous-chef Paolo Curzi. Raffinati dessert, dal cremoso al caramello e fava di Tonka al panettone con meringhe allo zafferano, farcito con albicocche secche e frutti rossi alla spuma di spezie e latte e sorbetto alla mela cotogna e verbena. Si organizzano anche degustazioni enogastronimiche nella Cella di Bacco, la suggestiva cantina sotterranea con tanto di fontana a tema, da cui sgorgano Champagne Moët & Chandon, Trento doc Perlé Rosé Ferrari, Amarone della Valpolicella La collina dei ciliegi.

Il Ristorante Rubacuori è aperto agli ospiti dell’hotel e al pubblico esterno tutto l’anno, 7 giorni su 7 per breakfast, light lunch, business lunch, dinner, brunch e romantiche cene a lume di candela.

 

Sala Rubacuori

Sala Rubacuori

 

Sala dei Trofei

Sala dei Trofei

Chateau

Martin Vitaloni, executive chef

Martin Vitaloni, executive chef

Sala di bacco

http://www.hotelchateaumonfort.com/

L’AFTERNOON TEA CON LADURÉE A PALAZZO PARIGI

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Palazzo Parigi Hotel & Grand Spa, 5 stelle lusso nel cuore di Brera a Milano, in collaborazione con Ladurée, famosa pasticceria francese, propone l’ Afternoon Tea.

Dal 19 settembre al 31 dicembre, dalle 17 alle 19, nell’elegante Caffè Parigi e nel giardino d’inverno si potranno degustare gli iconici macarons della maison abbinati a una selezione di tè appositamente selezionati dal brand francese. Nel menu ci saranno anche i tradizionali finger salati e la piccola pasticceria prodotta dai maestri pasticceri di Palazzo Parigi.

Si potrà scegliere tra l’Afternoon Tea classico e quello “à la française“, che include un bicchiere di champagne.

Da 22 euro a persona

Info:  + 39 02 625 621 67

www.palazzoparigi.com

THE AFTERNOON TEA WITH LADURÉE AT PALAZZO PARIGI

Palazzo Parigi Hotel & Grand Spa, 5 star luxury resort in the heart of Brera District in Milan, in collaboration with Ladurée, the famous french pastries, offers the ‘”Afternoon Tea”.

From 19 September to 31 December, from 5 pm to 7 pm, in the elegant Caffè Parigi and in the winter garden you can taste the iconic macarons combined with a selection of teas specially selected by the French brand. The menu will also be the traditional fingers salty and pastries produced by the pastry chefs of Palazzo Parigi.

You can choose between the classic Afternoon Tea or “à la française“, which includes a glass of champagne.

Prices starting from 22 € for person

Info: + 39 02 625 621 67

www.palazzoparigi.com

Ladurée Palazzo Parigi


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Milano Design Film Festival: l’architettura al cinema

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Dal 3 al 6 ottobre al cinema Apollo di Milano va in scena la prima rassegna cinematografica dedicata all’architettura e al design, ad entrata libera. In programma non solo proiezioni di documentari a tema ma anche incontri tra professionisti e appassionati ed eventi nel segno del linguaggio architettonico e dell’estetica urbana. Tra gli ospiti: Patricia Urquiola, Giulio Iacchetti, Mario Trimarchi, Cino Zucchi, Alessandro Belgiojoso e Frida Doveil. Si potranno scegliere tra ventiquattro film documentari girati negli ultimi anni, alcuni inediti per l’Italia, interessanti per conoscere storie e retroscena di edifici, città, designer ed architetti. Tanti i titoli e diverse le tematiche come “16 Acres” in cui Richard Hankin racconta la ricostruzione della città di Manhattan e del World Trade Center. Invece in “Frank Lloyd Wright’s Masterwork” di Kenneth Love si entra in una delle abitazioni più famose del mondo, scoprendone bellezze e segreti nascosti.
Per info: http://www.milanodesignfilmfestival.com