THE KRAKEN VALENTINE A MILANO, UNA CENA PER UN SAN VALENTINO CONTROCORRENTE

Per coppie, single, gruppi di amici alla ricerca di un San Valentino alternativo, approda al Circle di Milano (www.circlemilano.com) ‘The Kraken Valentine’, una serata tutta ‘in black’, dove gli ospiti saranno immersi tra tentacoli, rose nere, storie di cuori spezzati e menù creati ad hoc in chiave ‘dark’. Per il 14 Febbraio The Kraken (www.krakenrum.com), il celebre blend di rum nero come l’inchiostro la cui icona è un mostro marino, vi attende a tentacoli aperti a ‘THE KRAKEN VALENTINE’, una serata ‘controcorrente’, una cena in total black accompagnata da quattro cocktail a base di rum creati per l’occasione. Dalle ore 20.00, con welcome cocktail e aperitivo di benvenuto cui seguiranno cena e after dinner, gli ospiti si troveranno immersi in un ambiente cool ed elegante ‘in total black’, un luogo dove succedono cose inaspettate, con le incursioni di una vedova inconsolabile dal cuore spezzato che racconterà la storia di come ha perso il suo grande amore, un coraggioso capitano di mare inghiottito dal Kraken. La cena, ispirata al mondo oscuro del mostro marino, propone tre opzioni di menù: una di carne, una di pesce e una vegetariana. Qualche assaggio? Noci di capesante dorate alla maggiorana su passatina di fagioli neri, Risotto al nero di seppia con la sua crudité e scorze di limone, Bocconcini di manzo spadellati in crosta di sesamo nero su mousse di zucca al profumo di salvia, Brownie alle nocciole con salsa alla vaniglia… Tutto, ovviamente, in total black! E per gli ospiti è previsto un gift-ricordo della serata. Perché del Kraken non ci si libera tanto facilmente…

 

 

“IMMERSI NEL BENESSERE”, I NUOVI BAGNI DI BELLEZZA IN CAREMMA NATURESPA

Stile autentico, ottimi prodotti autoctoni e, come sottofondo, i versi degli uccelli migratori. Questa è Cascina Caremma, a Besate, immersa nel Parco del Ticino. Un tempio di relax da raggiungere in meno di un’ora da Milano per staccare dal tran-tran cittadino. Fin dall’arrivo, accolta nel Bistrot nella corte dell’Agriturismo con un’ottima colazione a base di prodotti locali e torte fatte in casa mi sento già più rilassata.

Bistrot
Fotografia di Clelia Torelli

Mi sposto poi nella NatureSpa, un centro benessere ricavato dal fienile, il primo in un agriturismo. Nella zona interna c’è la piscina con acqua calda in cui mi tuffo raggiungendo con poche bracciate l’area con l’idromassaggio. E da qui, cullata dall’acqua piena di bollicine, mi godo lo spettacolo della natura circostante grazie alle ampie vetrate panoramiche.

Piscina
Fotografia di Clelia Torelli

Mi chiamano poi nella zona Relax, dove, in un’area riservata, mi immergo per circa 30 minuti in una speciale vasca in legno, per un bagno di bellezza a base di farina di riso bio e latte vaccino. Perfetto per pelli sensibili grazie alle proprietà lenitive e calmanti dell’amido del riso.

Vasca di legno per bagni di bellezza
Fotografia di Clelia Torelli

Infine, “ciliegina sulla torta”, mi aspetta un trattamento al fieno Hobepergh. Si inizia con una spazzolatura del corpo che favorisce il drenaggio dei liquidi e il ricambio cellulare grazie anche ad un olio detossinante caldo che potenzia l’eliminazione delle tossine. Poi il corpo viene avvolto in un grande cuscino di fieno per un’azione fortificante e rilassante su tutto l’organismo. Il relax ora è completo.

Spazzola e fieno Hobepergh
Fotografia di Clelia Torelli

Ma il tempo passa e si è fatta, senza quasi che me ne sia accorta, l’ora di pranzo. Mi sposto quindi nel ristorante per il pranzo. C’è tempo prima per un aperitivo a base di spumante da gustare, con qualche stuzzichino, davanti al grande camino.

Aperitivo davanti al camino
Fotografia di Clelia Torelli

Dal menu degustazione di novembre scelgo una cheese cake bio di barbabietole e zola, un risotto allo zafferano bio con salsiccia e cavolo nero, uno sformatino di zucca con crema di rusticone bio e come dessert una panna cotta allo yogurt con marroni caramellati.

Ristorante
Fotografia di Clelia Torelli

Ogni mese viene proposto un nuovo percorso di 15 portate con ingredienti a Metri Zero con 25 ingredienti provenienti dall’Azienda Agricola Caremma, di cui 6 certificati bio. Sono pronta ora, ritrovata quella serenità mentale che, spesso, lo stress quotidiano ci fa perdere, a ritornare alla vita di tutti i giorni nella grande metropoli in cui lavoro e abito.

Azienda Agricola Caremma
Fotografia di Clelia Torelli

DA OBICÀ BRERA CON AKI

Anche Aki sembra gradire la mozzarella di bufala…

Io e Aki (mendaki su Instagram), il mio inseparabile shiba, siamo stati invitati a pranzo da Obicà. Un bel locale contemporaneo, nel cuore di Brera a Milano, dove si respira un’atmosfera accogliente e conviviale. Nel menu insalate, taglierini, diversi piatti della tradizione italiana e pizze preparate con i migliori ingredienti (la farina è Petra del Molino Quaglia, anche nella variante 100% integrale). La carta dei vini offre una selezione delle migliori etichette nazionali, accostando cantine rinomate a produttori locali emergenti. Ho provato che davvero l’autenticità, la freschezza e la genuinità dei prodotti sono i punti di forza di questo locale che, non a caso, è diventato un riferimento per gli amanti dei sapori nostrani sia in Italia che all’estero, da New York a Tokyo, da Londra a Los Angeles. Paolo Gallizioli, marketing manager Italia di Obicà, con il quale ho avuto il piacere di pranzare, mi racconta che le materie prime provengono esclusivamente da fornitori selezionati con cura e che vengono lavorate nel Mozzarella Bar affacciato direttamente sulla sala. Ottima la Stracciatella pugliese gustata con la Mortadella di Prato su una focaccia integrale. Ho assaggiato anche i Bocconcini di mozzarella e papacella (un particolare tipo di peperone), la pizza Bufala DOP (fragrante, saporita e allo stesso tempo leggera e digeribile), i Ravioli freschi con cavolo nero e una piccola porzione (giuro piccola!) di Tiramisù. Mi sono trovata molto bene, è un posto che consiglio e dove tornerò sicuramente in compagnia di mio marito perché ci sono piatti anche per vegani come lui. Un’ultima bella notizia: dall’8 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019, i Mozzarella Bar Obicà italiani e di Londra sosterranno il progetto “JINGLE BEES”, cioè per ogni cioccolatino di T’a Milano servito con il caffè, Obicà devolverà 1 Euro alla Fondazione Francesca Rava per l’acquisto di arnie con api che produrranno miele per combattere concretamente la malnutrizione con un alimento prezioso, energetico e facilmente digeribile.

www.obica.com

La pizza Bufala DOP

SAL DE RISO

Fotografia di Clelia Torelli

Lo conosciamo tutti come il pasticcere de La Prova del Cuoco (vi ha partecipato per sedici anni!), ma parlare di lui così è riduttivo. Sal de Riso è stato World Pastry Stars 2016, premio ai migliori 10 pasticceri del mondo, Maestro dell’autorevole Accademia Maestri Pasticceri Italiani. È l’inventore di dolci che hanno fatto storia come la Delizia al Limone e la Torta Ricotta e Pere, nonché autore di panettoni pluripremiati, sia classici che farciti. Io ho avuto il piacere di conoscerlo in un weekend di ottobre nella sua terra. Un full immersion nei sapori e piaceri della tavola campana e non solo. Tante (troppe solo per la mia linea) le ore passate a tavola in sua piacevole compagnia. È un piacere sentirlo parlare del suo lavoro ancora con entusiasmo e la voglia di nuovi progetti in giro per il mondo. Mi racconta di quando ancora ventenne partì per la Brianza con un furgone carico di 400 vassoi di Delizie. Poté farlo grazie ad un abbattitore, strumento ai quei tempi sconosciuto che lui aveva scoperto in occasione di un viaggio in Francia con Igino Massari, suo grande maestro. Mi spiega il servizio che organizza d’estate con le barche locali per portare i suoi dolci sugli yacht in rada. O del banchetto di matrimonio, anzi dei due (uno per la sposa e uno per lo sposo) che sta organizzando per un emiro del Qatar che è diventato “Sal de Riso addicted”. Infine mi confida che sta trattando l’acquisto di un immobile affacciato sul mare da trasformare in un B&B di lusso. What else?

Fotografia di Clelia Torelli

La sede principale di Sal de Riso è a Minori, in Costiera Amalfitana, dove c’è anche la sua pasticceria/bistrot, con rivendita dei prodotti a suo marchio. Premiata da poco come la migliore pasticceria d’Italia durante l’evento “Food and Travel Italia Awards 2018”. Appena varcata la soglia del locale mi si para davanti una vera e propria distesa di dolci da fare venire l’acquolina in bocca a chiunque. Dai classici babà anche in versione col limoncello, le torte, la pasticceria monoporzione, i dolci al bicchiere, i semifreddi, i macarons, le praline, i biscotti (anche per cani!) e i gelati, tutti preparati selezionando le migliori materie prime. Ci sono anche i profumi alle fragranze dei suoi dolci… E come non citare le sue creazioni come il Babàmisù, inzuppato al caffè e rum in una crema di mascarpone e cremoso di cioccolato al caffè, il Panzuppato un mix tra un babà e un panettone e la Millefoglie di Melanzane al cioccolato? È bello vederlo girare con circospezione e un misto di soddisfazione, tenendo tutto sotto controllo, tra le vetrine della sua pasticceria, mentre firma autografi e fa selfie con i clienti che arrivano da tutto il mondo. Sempre disponibile e sorridente con tutti!

Fotografia di Clelia Torelli

Fotografia di Clelia Torelli

Fotografia di Clelia Torelli

La pasticceria/bistrot è aperta tutti i giorni, tutto l’anno, dalle 7.00 all’ 1.00 di notte tranne il 24 dicembre che chiude alle 18.00. Anche questa un’idea vincente perché mi dice che d’inverno è l’unico locale aperto in zona. Durante la visita nel suo laboratorio ho il privilegio di conoscere il segreto del suo panettone. Il lievito viene rinfrescato 3 volte ogni 4 ore prima di essere usato per il primo impasto, seguito a distanza di 13 ore da un secondo, completato con una prima pirlatura, alla quale ne segue un’altra prima di versarlo nel pirottino. 24 ore di lievitazione e poi la cottura in forno. Tempo complessivo di lavorazione: 60 ore circa. Questo è quello che fa la differenza! Assisto alla preparazione dei canditi e delle torte a più piani da cerimonia. Uno spettacolo per gli occhi e non solo…! Ricordi indelebili nella ia memori di inguaribile golosa.

www.salderiso.it

AL RISTORANTE ACANTO LO CHEF YOJI TOKUYOSHI

L’interno del ristorante Acanto

Il 7 novembre il ristorante Acanto, all’interno dell’hotel Principe di Savoia (www.dorchestercollection.com) ospita lo chef Yoji Tokuyoshi (sous-chef per 9 anni presso l’Osteria Francescana di Massimo Bottura, ora a Milano con il suo ristorante stellato) per una serata gourmet alla scoperta di quella che lui stesso ama definire “cucina italiana contaminata”: una combinazione di sapori e aromi propri italiani interpretati dall’occhio e dalla filosofia di un giapponese.

Insieme al resident chef Alessandro Buffolino, Yoji Tokuyoshi preparerà un menù degustazione di quattro portate. Ogni piatto sarà abbinato, per il particolare gusto pulito, secco e rinfrescante, perfetto per esaltare una cucina di alta qualità, alla birra Asahi Super Dry, di cui lo chef giapponese è ambassador.

La serata proseguirà con DJ set al Principe Bar, dove gli ospiti potranno degustare speciali cocktail a base di Asahi Super Dry.

Durante tutta la serata i cocktail saranno preparati dal mixologist ospite Andrea Dracos.

Lo chef Yoji Tokuyoshi

Il resident chef Alessandro Buffolino

SPAZIO SUSHI, UN ANGOLO DI GIAPPONE A MILANO

Fotografia di Clelia Torelli ©

Il locale, ideato e realizzato da Raffaella Stucchi, si ispira ai principi del Feng Shui secondo cui tutti gli elementi sono in equilibrio per vivere in un ambiente non solo bello ma anche sereno e positivo. Così nulla è lasciato al caso, dai colori di pareti e oggetti alla disposizione di tavoli e sedie. In questo modo circolano le energie positive e si allontano le negative. 

Le proposte culinarie vanno dai classici crudi della tradizione del Sol Levante ad interpretazioni fusion con accenti mediterranei. Via libera quindi a sushi e sashimi, tartare, urumaki tra cui i winter roll con salmone, fico candito e noci, i sea roll, con fiori di zucca in tempura, avocado, scampo, gambero rosso e caviale e i Johnny roll (dal nome del sushiman) a base di gamberi in tempura, salmone, avocado e mandorle tostate.

Capitolo a parte meritano i dolci della “Patisserie de Reves, pasticceria francese di corso Magenta.

Grande scelta di vini sia italiani che francesi e anche neozelandesi. 

Fotografia di Clelia Torelli ©

www.spaziosushi.com

“UN NIDO STELLATO” A SAINT MORITZ

Il locale disegnato da Patricia Urquiola. Fotografia di Clelia Torelli ®

Si chiama IGNIV, il “nido“ (traduzione in romancio) gourmet dello chef elvetico tristellato Andreas Caminada, all’interno del Badrutt’s Palace Hotel di Saint Moritz. Una location raffinata, studiata nei minimi dettagli dalla archistar Patricia Urquiola. Al timone lo chef Marcel Skibba che, insieme al suo team di 15 persone,  gestisce la “Fine-Dining-Sharing-Experience”. Si tratta di un nuovo concetto di condivisione: tutte le pietanze vengono servite in piccoli piatti o vassoi, posizionati al centro della tavola e ogni ospite può servirsi a suo piacimento. Tutto ruota attorno al gusto della buona tavola, all’esperienza conviviale e al concetto di trascorrere del tempo insieme in un’atmosfera rilassata e tranquilla, che aggiunge fascino al ristorante già premiato, in meno di un anno dalla sua apertura, con una stella Michelin. http://www.igniv.com

Lo chef Marcel Skibba. Fotografia di Clelia Torelli ®

Dessert
Fotografia di Clelia Torelli ®

Allure da favola per il leggendario Badrutt’s Palace Hotel di St Moritz (www.badruttspalace.com). Nato sotto il segno della Belle Epoque, passato indenne attraverso due guerre mondiali, rinato con i fasti della Dolce Vita, nelle sue sfarzose sale, con vista sul lago di St Moritz e i monti dell’Engadina, ha visto transitare i personaggi più famosi del mondo del cinema e dello spettacolo: Marlene Dietrich, Audrey Hepburn, Greta Garbo, Rita Hayworth, Brigitte Bardot, Coco Chanel, Charlie Chaplin ed Alfred Hitchcock che, al Palace fece tappa ben 34 volte dopo avervi trascorso la sua luna di miele (c’è anche una suite a lui dedicata).