Con la mente a Mauritius

#VIAGGIARECONLAMENTE

#Viaggiareconlamente, con la mente a Mauritius, è un progetto nato da un’idea di Clelia Torelli , con la partnership di Beachcomber Resorts & Hotels. Fotografie e montaggio di Piergiorgio Pirrone

Viaggiare con la mente a Mauritius
Viaggiare con la mente a Mauritius
Viaggiare con la mente a Mauritius

Viaggiare con la mente

In piena emergenza coronavirus il diktat era: “Restare a casa”. Mi sono quindi chiesta in quei giorni, quale giornalista di viaggio, come continuare a viaggiare. E siccome spesso realizzo servizi con personaggi del mondo dello spettacolo in giro per il mondo, ho avuto l’idea di farli #viaggiareconlamente, virtualmente in questo momento di quarantena. Un’evoluzione del mio primo progetto #ioviaggioconlamente, di cui ho parlato nei giorni scorsi sempre sul mio sito. Il viaggio con la mente diventerà reale quando sarà possibile. Dove? A Mauritius.

Così per il progetto “Con la mente a Mauritius” ho coinvolto il mio amico fotografo Piergiorgio Pirrone, la coppia Edoardo Stoppa e Juliana Moreira e Beachcomber Resorts & Hotels, il gruppo alberghiero che ha “inventato” il turismo ‘chic’ a Mauritius, che ringrazio perché ha creduto nel mio progetto.

Viaggiare con la mente a Mauritius
Dinarobin Beachcomber Golf Resort & Spa
Viaggiare con la mente a Mauritius
Paradis Beachcomber Golf Resort & Spa

Da remoto, io da Milano, il fotografo da Roma, abbiamo realizzato uno shooting fotografico nella casa milanese Stoppa/Moreira “giocando” con le diverse pose come se la coppia fosse in un resort Beachcomber a Mauritius. Ci siamo tutti divertiti e Juliana ed Edoardo sono stati eccezionali. Piergiorgio poi, in postproduzione, ha montato le foto del servizio su immagini paradisiache sempre scattate da lui in loco nei resort Dinarobin e Paradis Beachcomber sulla magnifica penisola di Le Morne. 

@beachcomber_hotels

#BeachcomberExperience

I MIEI RELAIS DEL CUORE

#IOVIAGGIOCONLAMENTE

Il Falconiere, la storia di un sogno divenuto realtà

Uno dei miei relais del cuore: Il Falconiere
Il Falconiere & Spa

Il viaggio alla riscoperta dei miei relais del cuore continua in Toscana. In Val di Chiana, terra che profuma di vigneti, uliveti, campi di girasole e cipressi. Con borghi sospesi nel tempo che hanno incantato anche la scrittrice Frances Mayes, autrice di Under the Tuscan Sun. Qui si trova un altro mio relais del cuore, un piccolo universo incantato, Il Relais Chateaux Il Falconiere & Spa, nel cuore della campagna toscana, su una collina dei pressi di Cortona.

Tramonto in uno dei miei relais del cuore: Il Falconiere
Il Falconiere immerso nelle vigne
Copyright © · Fotografia di Clelia Torelli · all rights reserved

Circondata da ulivi e vigneti secolari, questa suggestiva residenza seicentesca, della famiglia Baracchi fin dal 1860, è stata sapientemente restaurata dai proprietari Silvia e Riccardo Baracchi che, negli anni, l’hanno trasformata in un gioiello di ospitalità (vedi il mio articolo del 2017). Al suo interno un ristorante Stella Michelin dal 2002, un wine resort (vedi il mio articolo “Camera con vigna“) ed una esclusiva SPA

Riccardo, Silvia e Benedetto Baracchi
I tramonti nel mio relais del cuore sono sempre speciali
Aperitivo al tramonto
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Aperitivo in uno dei miei relais del cuore, Il Falconiere
Brut Rosé Metodo Classico Sangiovese Millesimato Baracchi
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Il Ristorante

Ricavato da un’antica limonaia, con bellissima veranda in vetro e ferro battuto, sale interne e una grande terrazza panoramica su Cortona e le colline della campagna toscana. Il contesto naturale ispira la cucina firmata dalla chef stellata Silvia Regi Baracchi. L’altissima qualità degli ingredienti, il rispetto della stagionalità e l’uso di prodotti a km 0 sono alla base di tutti i suoi piatti proposti nel menu. E, direttamente dalla cucina, se volete fare una passeggiata nei dintorni fatevi preparare uno Chicnic, picnic stellato preparato direttamente dalla chef Silvia Baracchi.

Accesso al ristorante in uno dei miei relais del cuore: Il Falconiere
Dalla veranda si accede al ristorante
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Scuola di cucina

Silvia Regi Baracchi, in un ambiente ad hoc, progettato, arredato e dedicato esclusivamente alle lezioni di cucina, propone, per grandi e piccini, un programma divertente per scoprire la cucina toscana con corsi di tre, cinque e sei giorni per una full immersion nella cucina del territorio. Vedi il mio video del 2017)

la cucina per le lezioni di cooking class in uno dei mei relais del cuore
La cucina attrezzata dove si tengono le lezioni di cooking class
Nel mio relais del cuore toscano si imparano ricette del territorio
Silvia Regi Baracchi durante una cooking class
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La cantina: Wine Tour & Tasting

La Cantina Baracchi, è stata la prima, in Italia, a utilizzare vitigni autoctoni, il Sangiovese ed il Trebbiano, per dare vita a spumanti metodo classico. Vi consiglio di fare un tour alla scoperta delle vigne, accompagnati da Riccardo Baracchi e suo figlio Benedetto, per vedere le vigne, conoscere la filosofia di produzione e le tecniche di vinificazione. Gli ospiti, dopo una passeggiata tra i filari, vengono accolti nella cantine per una degustazione dei vini dell’azienda Baracchi. L’esperienza si completa con la visita alla champagneria che custodisce tutto il fascino segreto delle bollicine tanto amate.

Camere  

Trentaquattro, tra classiche, deluxe, junior suite e suite, tutte diverse, personalizzate da complementi e decori di artigiani locali, scelti personalmente da Silvia Regi Baracchi. Il suo gusto è impeccabile, con la scelta di tessuti, piastrelle, tappezzerie, complementi sempre originali e perfetti per le diverse location. Arredi d’epoca, tessuti a telaio, letti in ferro battuto e delicati affreschi alle pareti. Una meraviglia!

Un’altra camera
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Le nuove camere

Nuova suite
Junior suite

Una villa in esclusiva

E, per chi vuole trascorrere una vacanza in famiglia o con gli amici in una villa toscana, assaporando il fascino autentico della campagna cortonese, Il Falconiere dà la possibilità di riservare in esclusiva una parte della proprietà, Villa Borgo del Falco. Senza, naturalmente, rinunciare all’eccellenza dei servizi Relais & Chateaux: wine tour, cene dello chef all’interno della villa, aperitivi in terrazza e trattamenti Spa. Il piccolo borgo comprende 5 edifici in pietra, con 11 camere diverse, una cucina, un living luminoso grazie alle ampie vetrate e un giardino privato con piscina. What else? :o))

La SPA

La Thesan Spa è il luogo del risveglio dei sensi, in armonia con la terra toscana e i suoi prodotti. L’Area Relax si apre sul verde dei prati e dei vigneti, dove ci si rilassa in attesa dei massaggi scelti. Tra i Rituales da provare Divinando, bagno di coppia antiossidante nel vino e altri trattamenti di vinoterapia a base di vino, vinacce e concentrato di mosto. Come il Note Di-Vine, massaggio sensoriale a base di mosto d’uva. O Vigneti toscani, peeling e bagno agli estratti di vino rosso che stimola la circolazione del sangue.

I prodotti naturali utilizzati durante i trattamenti sono dell’Officina Profumo di Santa Maria Novella, l’antica casa farmaceutica fiorentina, nata nel 1612.

La falconeria

Quest’arte che appassiona da secoli, viene introdotta con un primo approccio in un corso tenuto da Riccardo Baracchi, appassionato di falchi.

Nel mio relais del cuore toscano si insegna anche la falconeria
Il falco, simbolo di Il Falconiere

Il Falconiere hotel pet friendly

Naturalmente, come tutti gli altri miei resort del cuore, anche Il Falconiere accetta molto volentieri gli animali. All’arrivo in camera c’è un kit di benvenuto, con biscottini, cuccia, ciotole e set di pulizia. Ecco una serie di fotografie scattate ad Aki, il mio shiba.

Aki alla finestra della camera

I MIEI HOTEL DEL CUORE

#IOVIAGGIOCONLAMENTE

Il viaggio alla riscoperta dei miei hotel del cuore, prosegue in Liguria, regione che amo profondamente. Qui, a Garlenda, in provincia di Savona, a metà strada tra Portofino e Montecarlo, a pochi passi dal mare e dalla glamorous Alassio, c’è un altro dei miei hotel del cuore, La Meridiana. Delizioso resort di charme, dove il lusso è fatto di accoglienza. 

I miei hotel del cuore: La Meridiana
Il living riflesso nella vetrata esterna
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Edmondo e Alessandra Segre, i padroni di casa, con le loro passioni, lo hanno personalizzato e reso autentico. Il primo è un grande scopritore di talenti, non a caso dalla sua cucina sono passati Carlo Cracco, Kasten Heidsieck, Ernst Knam e Luigi Taglienti, tanto per fare qualche esempio…

I due ristoranti

Edmondo tutte le sere accoglie i suoi ospiti al ristorante gourmet il Rosmarino e al Bistrot e li “accompagna” alla scoperta dei sapori regionali. Il menu può cambiare di sera in sera perché dipende dai prodotti freschi che si trovano al mercato giorno per giorno. Stupefacente la sua carta dei vini, con una splendida collezione delle migliori bottiglie italiane, comprese rare annate dei vignaioli più famosi e dei più quotati produttori emergenti. 

Un tocco di classe

Invece la decorazione degli ambienti, la scelta dei tessuti, dei complementi, la cura del giardino e delle piante sono le passioni di Alessandra e le originali composizioni di fiori freschi non mancano mai in tutto l’albergo. Oggi volta che torno a La Meridiana, Alessandra mi fa vedere qualche nuovo tessuto o complemento sia nelle camere che nelle zone comuni. Una passione che ci accomuna, avendo io studiato architettura d’interni. Lei ha un gusto speciale oltre a conoscere indirizzi segreti. Come potrebbe non essere uno dei miei hotel del cuore?

Dettagli di stile a La Meridiana, uno dei miei hotel del cuore
Dettagli di stile a La Meridiana
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Il soggiorno

Di fronte al grande camino, nel living, c’è uno spazio dedicato alla lettura. Qui gli ospiti, prima di ripartire, fanno una sorta di bookcrossing, lasciando “liberi” i loro testi a disposizione di altri lettori. Capita così di trovare libri non solo in lingua italiana ma anche in norvegese, russo o brasiliano. Sfogliandone alcuni ho trovato degli appunti e sottolineature. È stato un po’ come sbirciare nella vita di una persona sconosciuta ma al tempo stesso vicina, per avere condiviso lo stesso libro. 

Elegante e raffinato il living di La Meridiana, uno dei miei hotel del cuore
Il living
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Il living di La Meridiana, uno dei miei hotel del cuore
La libreria attorno al camino
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La colazione

Per la colazione c’è una sala dedicata alla quale si arriva seguendo l’invitante profumo di brioches e torte appena sfornate. Il buffet varia tutti i giorni e ce n’è per tutti i gusti. Quiche, brioches dolci e salate, torte fatte in casa e tanti tipi di pane, uova al piatto preparate al momento, salumi e salmone affumicato nel legno d’ulivo. Spremute di arancia e mandarino, macedonie di frutta e yogurt e anche del Prosecco. Non mancano i formaggi freschi, con tomini di capra e mucca da accompagnare alla buonissima focaccia ligure. Da leggere il mio articolo pubblicato su Grazia.

La sala della colazione di La Meridiana, uno dei miei hotel del cuore
La sala per la colazione
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Le camere

Ventisei camere e suites, tutte differenti per arredi e colori, ricche di charme ed attenzione ai dettagli.

Una delle 26 camere di La Meridiana, uno dei miei hotel del cuore
Una delle camere personalizzate con cura da Alessandra
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LA PISCINA

L’area della piscina all’aperto è un’oasi di tranquillità dove l’idromassaggio ed il ruscello con cascata dalle rocce rendono l’ambiente più bucolico. Si può pranzare o prendere un aperitivo sui tavoli attrezzati a bordo vasca. 

La piscina di La Meridiana, uno dei miei hotel del cuore
La piscina nel parco di La Meridiana
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A pochi passi da La Meridiana c’è un magnifico campo da golf a 18 buche che si estende per oltre sei chilometri, immerso nel tipico paesaggio ligure, tra ulivi secolari e pinete.

Il campo da golf di La Meridiana, uno dei miei hotel del cuore
Il campo da golf

HOTEL PET FRIENDLY

In questo Relais & Chateaux gli amici a quattro zampe sono i benvenuti tanto che l’hotel nel 2011 è stato premiato come “Animal Friendly Hotel Awards” dal Ministero Italiano del Turismo. Questa la filosofia: “Il cane è il benvenuto! E se garantisce per lui può venire anche il padrone”. Per loro sono messe a disposizione le camere e le suites a piano terra, con accesso diretto al giardino.

Aki a La Meridiana, uno dei miei hotel del cuore
Aki a La Meridiana
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Su richiesta si può avere una elegante borsa in spugna personalizzata che si trasforma in asciugamano. Gli amici animali possono inoltre entrare nella hall e nei ristoranti, tenuti al guinzaglio. All’arrivo trovano acqua fresca e biscotti di benvenuto. A disposizione servizio veterinario, dog shopping e dog “coiffure” ad Albenga e Alassio.

I MIEI POSTI DEL CUORE

#IOVIAGGIOCONLAMENTE

Quanto mi mancano i miei posti del cuore in Italia…! Quelli in cui sento il calore di casa e sono accolta come in famiglia. Per ora mi limito a viaggiare con la mente, ricordando i miei soggiorni passati lì. Così viaggio con la mente nei miei posti del cuore di Relais & Chateaux.

Tre le regioni, tre mondi, tre modi diversi di vivere la bellezza dell’Italia. Il mio viaggio parte dalla Val d’Aosta, continua in Liguria e si conclude in Toscana. In queste tre regioni ci sono i miei posti del cuore, dimore che mi accolgono, mi coccolano, mi viziano, ognuna a modo proprio.

VAL D’AOSTA

Si comincia dalle grandi montagne, le più alte: il Monte Bianco e il Gran San Bernardo, le vette più principesche delle Alpi, giganteschi guardiani di una piccola grande regione. D’inverno il regno degli appassionati di sci e d’estate perfetta per passeggiate nell’incanto del Parco del Gran Paradiso. Un nome che, già di per sé, dice tutto. 

Hermitage Hotel & Spa

Il mio posto del cuore in Val D’Aosta, a Cervinia, è l’ Hermitage Hotel & Spa. “Incastonato” ai piedi del Cervino, una delle montagne più affascinanti del mondo, con la sua forma triangolare, la spruzzata di neve perenne, proprio come la disegnerebbe un bambino. L’ Hermitage è l’unico hotel 5 stelle a Cervinia, fiore all’occhiello in chiave di ospitalità ad alta quota. La casa per eccellenza, di proprietà della famiglia Neyroz da 50 anni, dove hanno soggiornato, negli anni, famiglie reali e capi di Stato. Vedi il mio servizio del 2103

Nei miei posti del cuore a Cervinia
Il Cervino
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Stargaze è una delle esperienze dell'Hermitage. Dopo una cena speciale a base di specialità locali,  presso il rifugio di Plateau Rosa o L'Orionde, potrete uscire sulla terrazza per ammirare le stelle.
Il Cervino avvolto dalle stelle

Un grande chalet, nella più autentica tradizione montana, con il grande camino nella hall sempre acceso, che accoglie e “scalda” fin dall’arrivo. Insieme al Bellevue Hotel & Spa, è uno dei alberghi più conosciuti dell’arco alpino a conduzione famigliare. Emozioni e divertimento garantito per gli appassionati della montagna, che possono vivere un’esperienza indimenticabile sia d’inverno che d’estate, all’insegna dello sport e del relax, lontano dalla vita caotica, in una cornice naturale, perfetta per ricaricare energie e respirare aria pulita. Quanto mai necessaria in questo periodo! 

Il camino all'entrata all?Hermitage: uno dei miei posti del cuore
Il camino sempre acceso nella hall
L'Hermitage sotto la neve, uno dei miei posti cel cuore
L’ Hermitage Hotel & Spa sotto la neve

38 camere, tutte personalizzate, alcune arredate con pezzi di antiquariato locale, altre più moderne, ma senza esagerare, perché chi soggiorna all’Hermitage vuole ritrovare la stessa magia che lo affascina da sempre insieme al calore di casa.

Il ristorante principale Le Chandelle, pluripremiato dalla Guida Michelin, grazie alla cucina contemporanea valdostana rivisitata dello chef Gabriele Avanzi, in collaborazione con lo Chef Francesco Sposito del ristorante Taverna Estia, due stelle Michelin. Vedi anche il mio servizio del 2015. Appena varcato l’ingresso del ristorante, si scorge una grande griglia per specialità di selvaggina, carne e pesce, da preparare al momento. Da non perdere il carrello di formaggi, italiani e francesi, con una trentina di qualità, tra cui le celebri tome piemontesi, in varie stagionature. Completa il quadro una cantina, con oltre 800 etichette. 

I ristorante dell'Hermitage, uno dei miei posti del cuore: cucina d'autore a le Chandelle
Il ristorante principale Le Chandelle

Per il pranzo c’è la sala camino, a lato del bar e, d’estate l’offerta gourmand raddoppia grazie ad un dehor naturale. Un delizioso prato, con tanto di orto biologico e fontana, dove fare colazione, pranzo o uno spuntino con un menù stagionale. Qui, inoltre, ci si rilassa durante il giorno, sul lettino a prendere il sole. In più, per gli ospiti che vogliono mangiare in quota, lo chef prepara un cestino per il pin-nic o il Glam Camp, una notte in un rifugio, ma con tutti i comfort dell’Hermitage. 

Il fascino dell'Hermitage ricoperto di neve. Uno dei miei posti del cuore
Il giardino interno innevato
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Da non perdere la Spa The Art of Beauty by La Prairie. Di cui ho già parlato in un mio servizio nel 2013. Il centro benessere La Praire, con una bella piscina interna riscaldata, idromassaggi e giochi d’acqua pura, proveniente dalle sorgenti di Cervinia. Entrando si intraprende un viaggio nel mondo dei sensi, ristabilendo il giusto equilibrio tra salute e bellezza, ritrovando l’armonia interiore. Ci sono anche uno spazio Fitness Technogym, una doccia emozionale, una sauna, un bagno turco e una zona relax, dove rigenerarsi, con tisane a base di erbe officinali di montagna, scaldati da un camino di design. Ne ho già scritto un servizio sull’Hermitage nel 2013, anno in cui per la prima volta sono stata ospite di questo meraviglioso albergo. Altre mie foto in un mio servizio del 2013.

La spa in uno dei miei posti del cuore
La piscina nella SPA
Sauna e bagno turco

LE MIE DIMORE DEL CUORE

IOVIAGGIOCONLAMENTE

Oggi voglio ricordare i miei soggiorni trascorsi nelle dimore del cuore in Italia. Sì perché quando ricominceremo a viaggiare, e questo è sicuro, dovrà essere la nostra bellissima Italia, il primo Paese da privilegiare. L’Italia della cultura, dei monumenti, di tutte le sue meraviglie. La più bella del mondo!

Io viaggio con la mente nei quattro Relais & Chateaux del cuore.

Le dimore del cuoreIo viaggio con la mente

In tre regioni, tre mondi, tre modi diversi di vivere la bellezza dell’Italia. Il mio viaggio parte dalla Val d’Aosta, continua in Liguria e si conclude in Toscana. In queste tre regioni ci sono le mie dimore del cuore, che mi accolgono, mi coccolano, mi viziano e mi fanno sentire in famiglia, ognuna a modo proprio.

VAL D’AOSTA

Comincio dalle grandi montagne, le più alte: il Monte Bianco e il Gran San Bernardo, le vette più principesche delle Alpi, giganteschi guardiani di una piccola grande regione. D’inverno il regno degli appassionati di sci e d’estate perfetta per passeggiate nell’incanto del Parco del Gran Paradiso. Un nome che, già di per sé, dice tutto. Ed è proprio qui che ci sono due delle mie dimore del cuore.

Bellevue Hotel & Spa

Una delle mie dimore del cuore valdostana si trova a Cogne. Perla incastonata ai piedi del ghiacciaio del Gran Paradiso, questo hotel conserva il fascino di un’antica dimora di montagna. Costruito nel 1925 dalla famiglia Cuneaz con l’intenzione di creare una casa accogliente per villeggianti dell’epoca, negli anni è diventato uno dei più conosciuti alberghi dell’arco alpino a conduzione famigliare. Nonostante le molteplici ristrutturazioni e innovazioni apportate nel corso degli anni la magia di questa antica dimora di montagna rimane intatta. Un’enclave di pace e serenità, cosa non da poco ai giorni nostri!

Dimore del cuore
Il Gran Paradiso dal Bellevue
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Sorge in posizione privilegiata davanti ai Prati di Sant’Orso, con vista mozzafiato sul ghiacciaio del Gran Paradiso, che già ti mette in pace con te stesso. Nelle camere regna il fascino di una classica casa valdostana. Gli antichi mobili in legno, i soffitti con travi a vista e i tanti dettagli raccontano agli ospiti la storia di questa casa. Guardando fuori dall’alto, si vede l’orto, con la sua originale forma circolare, divisa in spicchi, coltivato con passione da Roberto, il Maître Fromager. Qui chef e barman raccolgono verdure e piante aromatiche per piatti e cocktail a chilometro zero. Per mangiare si può scegliere tra quattro ristoranti. Le Petit Restaurant, con solo sei tavoli.

L’orto circolare
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Dimore del cuore, in Val d'Aosta
Le Petit Restaurant
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Dal 2003 riconosciuto con una stella Michelin. In cucina lo chef Fabio Iacovone, alla continua ricerca di nuove emozioni, senza mai allontanarsi dalla tradizione e dall’uso di ingredienti di altissima qualità. Quando il tempo lo permette, il pranzo viene servito in terrazza. Ne ho scritto anche in un mio servizio sui 13 hotel più belli delle Alpi. C’è poi Il Ristorante Bellevue, ristorante principale dell’hotel, con cucina classica. Il Bar à Fromage Restaurant de Montagne si trova a pochi passi dall’hotel, in un’antica casera d’alpeggio, riscaldata d’inverno da un grande camino. La sua cucina affonda le radici nella tradizione montanara valdostana. 

Le dimore del cuore, La Val d'Aosta, Cogne
Bar à Fromage Restaurant de Montagne
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Infine c’è La Brasserie du Bon Bec, ristorante tipico. È molto interessante la vista alla Cantina dei Formaggi, dove Roberto, il maitre fromager, stagiona i migliori formaggi valdostani e non solo. La cantina vini, regno di Rino, il sommelier, accoglie circa 2000 etichette, alcune di produttori tradizionali, con le etichette più famose al mondo, altre di produttori più piccoli e sconosciuti, ma altrettanto interessanti. Una volta alla settimana Rino organizza una degustazione vini da non perdere.

Il pezzo forte è la SPA “Le sorgenti del Gran Paradiso”, 1200 mq di percorsi acquatici e di benessere affacciati sul Monte Bianco. Questo centro benessere accoglie, tra grotte, cascate e antichi chalet, offrendo il privilegio di rilassarsi in un ambiente che unisce la bellezza delle montagne e della cultura alpina al piacere di immergersi nelle calde acque sorgive. Due le piscine, una anche per bambini, l’altra, ai sali minerali, riservata solo agli adulti. La miscela di minerali di magnesio e cloruro di potassio, contenuta in quest’ultima, viene assorbita attraverso la pelle a livello cellulare e disintossica l’organismo favorendo la riduzione di stress, ansia e dolori. Sei i tipi di saune: bio-sauna agli agrumi, bio-sauna al fieno, bio-sauna al pino mugo, bio-sauna alla camomilla, sauna a raggi infrarossi e sauna finlandese. Inoltre ci sono un bagno di vapore e sudario romano, una grotta salina e una polare. Leggete anche il servizio del 2016 e quello scritto e pubblicato su Food&Beverage.

Dimore del cuore, Val D'Aosta, Cogne
La piscina ai sali minerali
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Dimore del cuore, Val D'Aosta, Cogne
La piscina per bambini
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La chicca: 

Il Nido degli Angeli, una suite di 80 mq, con vista a 180° sui campi del Sant’Orso e sul ghiacciaio del Gran Paradiso. Il clou dello spettacolo è in uno dei bagni! La vasca “scivola” lentamente verso l’esterno, tramite un ingegnoso sistema, che permette di godersi il paesaggio mentre ci si rilassa con un bel bagno caldo!  

Ah dimenticavo… Il Bellevue Hotel & Spa è un hotel pet friendly!

Anche Aki si gode il panorama dal Nido degli Angeli
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Aki ha soggiornato con noi nella suite Nido degli Angeli
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WEEKEND A DOHA, CAPITALE DEL QATAR

Testo e fotografie di Clelia Torelli

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Viaggio In Qatar: fuori Doha nel deserto a dorso di cammello
Cammello nel deserto
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Weekend a Doha, capitale del Qatar, piccolo emirato, a meno di sei ore di volo diretto dall’Italia. Nato come stop-over internazionale, diventato una delle mete più trendy del Golfo Arabico. A cominciare appunto da Doha, un museo a cielo aperto, dove l’arte è dappertutto, partendo dall’aeroporto per arrivare fino nel deserto. La città, quella in più rapida crescita al mondo, si trova su un’incantevole baia a forma di mezzaluna dove la commistione fra tradizione e modernità è perfetta. La sua originalità, il suo essere speciale, sta proprio in questo mix. Dal caratteristico souq, che affaccia da un lato della baia, al futuristico skyline, sulla sponda opposta, con grattacieli dalle forme sinuose, alcuni firmati da archistar come Jean NouvelZaha Hadid e Ming Pei. Potete vedere altre foto sul mio profilo Instagram

Viaggio a Doha: lo skyline con i grattacieli di Doha
Il futuristico skyline di Doha
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MUSEI E ARTE

Il weekend a Doha, inizia dall’arrivo all’Aeroporto Internazionale di Doha, dove ci sono diverse installazioni artistiche, da Small Lie, un topo gigante in legno, di KAWS, artista pop e designer americano a Lamp Bear dello svizzero Urs Fisher, un enorme orso giallo in bronzo con una lampada in testa, il cui obiettivo è di riportare alla memoria i ricordi dell’infanzia.

Weekend A Doha: Lamp Bear, all'aeroporto
Aeroporto Internazionale di Doha
Lamp Bear
fotografia di Clelia Torelli, Copyright © all rights reserved
Il weekend a Doha inizia in aeroporto
Aeroporto Internazionale di Doha
Small Lie
fotografia di Clelia Torelli, Copyright © all rights reserved

Appena arrivati in città, il weekend a Doha comincia con la vista affascinante del National Museum of Qatar, che si staglia all’orizzonte, con la sua forma originale a forma di rosa del deserto. Inaugurato alla fine di marzo 2019, già di per sé vale il viaggio, soprattutto per chi come me ama l’architettura. È caratterizzato da grandi dischi, orizzontali e verticali, dalle diverse inclinazioni e diametri, che si intersecano tra loro dando vita a giochi di volumi diversi tra loro. Disegnato da Jean Nouvel, il museo, spettacolare, dall’architettura all’esperienza unica e immersiva, è dedicato alla storia dell’emirato e al suo popolo. All’interno, in undici gallerie, istallazioni interattive che, con filmati in 3D, musiche locali e manufatti geologici e archeologici, documentano i tre periodi della storia del paese: l’inizio, la vita in Qatar e la costruzione del Paese. 

Viaggio a Doha: National Museum of Qatar
 National Museum of Qatar
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Weekend a Doha per vedere il National Museum of Qatar
 National Museum of Qatar
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Da non perdere in un weekend a Doha  la visita al National Museum of Qatar
 L’interno del National Museum of Qatar
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Altro museo da non perdere in un weekend a Doha, è il Museo di Arte Islamica (MIA), dove ammirare una collezione unica al mondo di 14 secoli di reperti archeologici e oggetti, custodita in un autentico gioiello architettonico a firma dell’archistar Ming Pei. Il complesso, su un’isola artificiale, è costituito da blocchi quadrati e ottagonali in pietra bianca sovrapposti l’uno all’altro, culminante in una torre centrale che sembra sorgere dal mare. Da non perdere tra i tanti tesori: gioielli, ceramiche, tessuti e cristalli, alcuni dei quali risalgono ai tempi del profeta Maometto. 

Viaggio a Doha: visita al Museo di Arte Islamica
Museo di Arte Islamica
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Viaggio a Doha: visita al Museo di Arte Islamica su un'isola artificiale
Museo di Arte Islamica
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Al suo interno, per l’aperitivo con vista wow c’è il MIA CAFÈ, proprio nell’atrio del museo, con una spettacolare mega finestra a tutta altezza, da cui si gode un meraviglioso panorama sul golfo. All’ultimo piano, invece, per una cena tristellata, c’è IDAM, ristorante di Alain Ducasse, disegnato da Philippe Starck. Un’esperienza nell’esperienza, da non perdere in un weekend a Doha. La location è spettacolare, all’ultimo piano dell’edificio, con tanto di terrazza da cui ammirare lo skyline della città. La carta è degna delle 21 stelle Michelin che lo chef francese ha collezionato nella sua carriera.

Per i buongustai in un weekend a Doha da non perdere una cena all' IDAM, ristorante di Ducasse
IDAM, ristorante di Alain Ducasse, disegnato da Philippe Starck
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In un weekend a Doha da non perdere una cena all' IDAM, ristorante di Ducasse
Terrazza dell’ IDAM
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Il weekend a Doha continua nella riserva naturale di Brouq, a circa un’ora di jeep da Doha. Nel bel mezzo del deserto, improvvisamente si scorgono quattro grandi e sottili strutture in acciaio, lanciate nel nulla, alte circa quindici metri, poste l’una di seguito all’altra, a formare una linea retta, lunga oltre un chilometro che attraversa il deserto. East–West/West–East, questo è il nome dell’installazione ad opera dello scultore nordamericano, è come un’ apparizione enigmatica, sospesa come un miraggio, in armonia con la topografia del luogo. Davvero emozionante!

Weekend a Doha: emoziona la vista di questa installazione artistica nel deserto
East–West/West–East, installazione nel deserto di Richard Serra
Copyright © · Fotografia di Clelia Torelli · all rights reserved

SHOPPING

In un weekend a Doha non si può non fare un giro a caccia di oggetti da comprare. Per godersi l’atmosfera tipica dei mercati tradizionali si va al Souq Waqif, il cuore antico di Doha, un dedalo di viuzze e botteghe dove acquistare spezie, profumi e artigianato locale e rilassarsi in una delle tante caffetterie e ristorantini che offrono una ricca varietà di specialità gastronomiche mediorientali. La parte più curiosa da visitare è quella dedicata ai falchi e al loro ospedale, così come le vicine scuderie con i cavalli arabi. Il momento ideale per andarci è al tramonto, quando la luce del sole crea una magica atmosfera e i muezzin dall’alto dei minareti, richiamano con la loro voce melodica i fedeli alla preghiera.

All’interno del Souq Waqif, da non perdere il ristorante persiano Parisa, che porta in tavola pietanze iraniane in un contesto scintillante. Il locale ha un’architettura spettacolare che, da sola, vale una visita, in un weekend a Doha. I must: i kebab misti, il gelato allo zafferano e il thè alla persiana. 

Viaggio a Doha: cena al ristorante persiano Parisa

Parisa , ristorante persiano
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Per le shopaholic, in un weekend a Doha, non c’è che l’imbarazzo della scelta, vista gli innumerevoli templi dello shopping presenti. Tra tutti Al Hazm Luxury Mall è il più sontuoso, vera e propria shopping destination, ispirato alla Galleria Vittorio Emanuele di Milano. Una superficie di 55.000 metri quadri che ospita, oltre a top brand globali di moda, bellezza e ristorazione, una casa d’aste, una galleria d’arte e un centro culturale con una biblioteca, che raccoglie prime edizioni e volumi rari tra i grandi classici della tradizione anglosassone e araba.

DIVERTIMENTI

Tra le esperienze da non perdere, in un weekend a Doha, appena fuori città, le adrenaliniche “surfate” sul mare di sabbia, a bordo di una jeep 4×4, guidata da un driver esperto. Si chiama Dune bashing. La jeep si arrampica su gigantesche dune per poi scivolare morbidamente sulla sabbia. L’arrivo è il confine con l’Arabia Saudita, in un punto in cui la vista si perde in un orizzonte sconfinato di mare e deserto. Emozionante!

Weekend a Doha: surfare sulle dune
Dune su cui “surfare” con le jeep
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Jeep con le ruote un po’ sgonfie per “surfare” sulle dune
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Da qui, sempre in jeep, si raggiunge Inland Sea, uno dei pochi luoghi al mondo dove il mare s’insinua in profondità nel cuore del deserto, creando una riserva naturale con un proprio ecosistema, tutelato dall’Unesco. Si può prendere il sole sotto le capanne attrezzate, fare il bagno e mangiare nel campo tendato Regency Sealine Camp.

DOVE DORMIRE

Nei pressi del centro commerciale The Pearl l’elegante Grand Hyatt Doha Hotel & Villas presenta un’architettura araba tradizionale, con grande giardino, piscine coperte e all’aperto, area spiaggia privata con tanto di music bar, il Monkey Tale 

viaggio a Doha: dove dormire
Grand Hyatt Doha Hotel & Villas
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Viaggio a Doha: dove soggiornare
Giardino del Grand Hyatt Doha Hotel & Villas
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Nel quartiere di Msheireb Downtown, nuova destinazione di turismo e business, ha da poco aperto i battenti il Mandarin Oriental Doha, caratterizzato da un’architettura contemporanea, impreziosita da elementi che richiamano la tradizione araba. Nove ristoranti e una spa con approccio olistico, per un’esperienza unica in città. Due piscine sul roof top completano l’esperienza, offrendo uno splendido panorama su Doha. Perfetto per l’aperitivo.

COME ARRIVARE

Volidiretti con Qatar Airways a/r da € 885 (durante l’anno ci sono particolari promozioni per cui il prezzo si abbassa notevolmente). Non serve il visto.

Per informazioni turistiche: Ente del Turismo Qatar

IL MIO VIAGGIO IN KENYA

Questa è una delle più belle foto che io abbia scattato nel mio viaggio in Kenya. Copyright © · Fotografia di Clelia Torelli · all rights reserved
Uno scatto in un attimo di felicità
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Ripercorro con voi il mio viaggio in Kenya. Sette indimenticabili giorni in terra kenyota. Una vacanza a stretto contatto con la natura e la gente del luogo, un viaggio meraviglioso per comprendere che il “mal d’Africa” esiste davvero. Potete vedere altre mie foto sempre sul mio sito

Un altro scatto dal mio viaggio in Kenya
Antilopi che pascolano
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Quando nel 2013 mi è stato proposto questo viaggio in Kenya, da una parte ero entusiasta perché avevo finalmente l’opportunità di andare in Africa, destinazione nella top ten dei miei viaggi sogno; così come partecipare ad un safari, per vedere gli animali nel loro habitat naturale … ma dall’altra avevo mille timori!

Escursione al lago Naivasha
Zebre intorno al lago Naivasha
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Mi avevano detto che in Kenya che ci sono tantissime zanzare, portatrici di malaria, di vaccinarmi assolutamente

FALSO

Durante il mio viaggio in Kenya, dal lago Naivasha alla riserva di Ol Pejeta, non ne ho vista una! La prevenzione contro questi insetti, nelle zone “malaria free”, si basa sull’uso di repellenti, abbigliamento di colore chiaro con maniche lunghe dopo il tramonto e al mattino presto. In ogni modo prima di vaccinarvi consultate il vostro medico di fiducia o l’ufficio Asl di competenza, indicando la zona dove andate, perché i farmaci di profilassi antimalarica hanno diversi effetti collaterali. 

Un safari al lago Naivasha abbina stupendi paesaggi lacustri e colonie di uccelli con l'osservazione di zebre, giraffe e soprattutto ippopotami
Fenicotteri in volo sul lago Naivasha
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Mi avevano detto che a luglio/agosto è meglio non partire 

FALSO

Scopro, invece, che questo è uno dei periodi migliori per andarci. Dopo le piogge il territorio della Rift Valley è verde, alberi e piante fioriscono e vi sono tantissimi cuccioli di diversi animali da vedere. Poi la savana acquisisce il suo tipico color oro e giallo ed i felini si vedono meglio poiché l’erba è rada. Inoltre, a luglio ed agosto, uno spettacolo da non perdere sono le migrazioni di milioni e milioni di zebre e gnu che si spostano in massa dal parco Serengeti alla ricerca di pascoli più verdi. Il luogo migliore per osservare il fenomeno è il parco di Masai Mara, grande riserva naturale situata nella parte sudoccidentale del Paese.

Il mio viaggio in Kenya: escursione al lago Naivasha
Foto scattata dalla barca sul lago Naivasha
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Mi avevano detto che le strade non sono in ottime condizioni

VERO

Il mio viaggio in Kenya inizia con l’arrivo all’aeroporto di Nairobi. Salita a bordo di una jeep, sono partita per la Rift Valley, destinazione lago Naivasha, a 1890 metri d’altitudine, con tappa prima alla casa di Karen Blixen. Il luogo perfetto per iniziare il mio viaggio in Kenya, dove si respira un’atmosfera ferma nel tempo. Riaperta da poco, dopo un restauro, la casa/museo si visita stanza per stanza, dalla camera da letto alla sala da pranzo, passando per lo studio. Gli arredi e gli allestimenti sono perfettamente conservati. In più sono stati aggiunti alcuni accessori e strumenti utilizzati durante le riprese del film “La mia Africa”. Nel giardino i frangipani sono fioriti intorno alla panchina sulla quale la scrittrice si sedeva a scrivere e ad aspettare l’arrivo del suo amato. 

Il mio viaggio in Kenya: la casa di Karen Blixen
La panchina dove si sedeva Karen Blixen
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Da qui, riprendo la strada per il lago. Causa alcune strade chiuse, per una recente inondazione, il viaggio dura circa sei ore. “Ma ne è valsa la pena”- mi sono detta una volta giunta a destinazione, al Lloldia House. Questo cottage in perfetto stile inglese, immerso nella natura, lascia senza fiato. Mi accoglie Haether, una simpatica signora, nata in Kenya, ma di origine britannica, e una famiglia di ippopotami, sistemati per la notte sulle rive del lago. Questo è il loro habitat naturale così come per circa 450 specie diverse di uccelli, un vero paradiso per gli ornitologi. E nota curiosa: ci sono tantissime serre che mi fanno scoprire che il Kenya è il quarto esportatore mondiale di rose! Qui l’industria dei fiori rappresenta una delle principali entrate finanziarie dopo il turismo. 

Il mio viaggio in Kenya: Lloldia House, cottage in perfetto stile inglese, immerso nella natura,
Lloldia House, cottage immerso nella natura
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Mi avevano detto che c’è povertà e sporcizia ovunque e che i locali sono invadenti e imbroglioni

FALSO

la realtà africana è quanto mai lontana dal nostro ordinato stile di vita, la povertà è praticamente ovunque, ma portata con grande dignità, mai sbandierata. Lungo la strada verso il Lago Naivasha ho attraversato villaggi in cui le donne siedono su piramidi di masserizie colorate e brandiscono caschi di banane. Accanto artigiani del legno intagliano letti e, quelli del ferro, forgiano, dentro baracche in lamiera colorate, arnesi da cucina. Qui ho incrociato lo sguardo di tanti bambini con i loro grandi occhi e i loro sorrisi che rimarranno un ricordo indelebile nella mia mente e un’infinità di allegri e cortesi “jambo”, ciao nella lingua locale, da parte di tutte le persone che ho incontrato, educati ed estremamente disponibili.

Il mio viaggio in Kenya: donne al mercato
Mercato colorato in mezzo alla strada
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Mi avevano detto che il Kenya non è un Paese per una come me che ama le comodità, certamente non avventurosa e temeraria

FALSO

Certo preparare la valigia in effetti è stato arduo: al posto di stiletti e tubini ho messo jeans, tute, tee-shirt e scarpe da tennis. Inusuale per me! Però la scelta è stata vincente: casual e comoda. A questo penso, mentre sulla jeep, attraverso i 90.000 ettari della riserva privata The Ol Pejeta Conservancy. Vivo in simbiosi con la natura selvaggia e incontaminata, nell’attesa di un avvistamento, ogni volta come se fosse il primo, in silenzio, trattenendo il respiro! Questo è il safari, “viaggio”, in swahili, che non significa soltanto scattare foto alla fauna, ma anche e soprattutto conoscere e capire ciò che si sta esplorando: animali, piante, gruppi tribali o semplici impronte sul sentiero. Entro in un battibaleno nella stessa lunghezza d’onda della natura e mi sento parte di essa.

Il mio viaggio in Kenya: Rift Valley
La Rift Valley
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Mi avevano detto che è pericoloso dormire nei campi tendati

FALSO

Il mio viaggio in Kenya: vista dalla mia tenda
Vista dalla mia tenda
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Il mio viaggio in Kenya: Sweetwaters Tented Camp
La mia camera al Sweetwaters Tented Camp
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Durante il safari le soluzioni possibili di soggiorno sono il lodge, completamente in muratura o il campo tendato, entrambi situati nei parchi, in posizioni suggestive. Io vi consiglio la tenda. Attenzione però! Non aspettatevi piccole tende canadesi, fissate a terra con paletti da campeggio. Gli alloggi dei campi tendati sono vere e proprie stanze pavimentate e indipendenti, munite di doccia, servizi e terrazzi con viste meravigliose. Come quello dove sono stata io, lo Sweetwaters Tented Camp all’interno di Ol Pejeta Conservancy, una riserva faunistica privata. La mia tenda è perfetta: spaziosa, pulitissima, dotate di ogni confort, proprio davanti ad una pozza dove si dissetano gli animali. Svegliarsi la mattina presto e vedere elefanti, facoceri e zebre abbeverarsi è uno spettacolo impagabile, da provare almeno una volta nella vita! Chicca notturna: una borsa dell’acqua calda sotto le coperte!

Equatore
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Per maggiori info: www.magicalkenya.it

Viaggio in Thailandia, tra Bangkok e Phuket

Ripercorro con voi il viaggio in Thailandia fatto nel 2017. Da Bangkok, la capitale a Phuket, isola nel sud della Paese, abbracciata dal mare delle Andamane. Riassaporo gli aromi intensi della cucina thai, riscopro i rooftop che dominano lo skyline di Bangkok e gli hotel in cui ho soggiornato, che da soli valgono il viaggio in Thailandia.

Il tempio Wat Arun

In un viaggio in Thailandia vi consiglio di partire dalla scoperta della capitale, tra le città più cool al mondo, nuovo epicentro della creatività asiatica. Non a caso meta di viaggiatori curiosi, designer e fashion victim, calamitati dallo shopping di tendenza, firmato dai giovani stilisti fusion tra il gusto occidentale e la linearità zen della tradizione. Leggete anche il mio servizio pubblicato sul settimanale F

BANGKOK

Murales del sovrano Bhumibol Adulyadej davanti a Palazzo Reale
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Viaggio in Thailandia, a Bangkok: cosa vedere

La Città degli Angeli, adagiata sul fiume Chao Phraya, avveniristica e sempre più verticale, è un mix di templi, palafitte e grattacieli. Nel cuore storico si trova il Palazzo Reale, una meraviglia di colori e forme dell’architettura thailandese e il Wat Phra Kaew, il tempio del Buddha di Smeraldo. Accanto il Wat Pho con il Buddha disteso dorato, lungo 46 metri. Al di là del fiume, raggiungibile in barca, il Wat Arun, splendido al tramonto, quando la luce del sole si riflette sui mosaici. Quindi andateci verso quell’ora.

Wat Phra  Kaew, il tempio con il Buddha di smeraldo
Il tempio Wat Phra Kaew,
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Viaggio in Thailandia, Bangkok: il tempio di Wat Pho col Buddha disteso dorato, lungo 46 metri
Il tempio Wat Pho
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Viaggio in Thailandia, Bangkok: Palazzo Reale
Palazzo Reale
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Il tempio Wat Arun
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Passate da Chinatown, un labirinto di vicoli, un fitto di negozi e bancarelle, dove fare shopping low cost. Ad esempio al Sampeng Market si trova un po’ di tutto: articoli per la casa, abbigliamento e souvenir a poco prezzo.

Viaggio in Thailandia, a Bangkok: vivere la città

Per avere un’idea della Bangkok vera, sospesa nel passato, fate un salto al mercato dei fiori. Dove ci si perde tra gelsomini e orchidee, inebriati da profumi e colori, ipnotizzati dalla vista di centinaia di piccole mani che intrecciano collane e piegano i petali dei fiori di loto. Vi consiglio una gita sul fiume Chao Phraya, seguendo il ritmo lento dell’acqua, navigando tra palafitte fatiscenti e case traballanti da dove tutti salutano al passaggio della barca.

Il mercato dei fiori
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in un viaggio a Bangkok non può mancare una gita in barca sul fiume
Crociera sul fiume Chao Phraya
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Viaggio in Thailandia, a Bangkok: come muoversi

Uno dei modi più comodi e rapidi per muoversi in città, oltre alla metropolitana, è lo Skytrain. Con due linee sopraelevate che coprono gran parte del centro. Da provare per la prospettiva che dà sulla città. Altrimenti ci sono i taxi, da preferire ai tradizionali tuk tuk, la caratteristica vettura thailandese a tre ruote, sprovvisti di tassametro, e a cui spesso gli autisti applicano tariffe più costose per i turisti. Ciò nonostante è divertente provarlo per sfrecciare tra il traffico cittadino.

Il Tuc Tuc
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Viaggio in Thailandia, a Bangkok: la notte

Quando cala la notte ci si gode il tramonto e la miriade di luci che accendono la città e si riflettono sul Chao Phraya River, da uno dei tanti rooftop dei grattacieli. Indirizzo top il Sirocco Restaurant&Skybar, al 63° piano della torre Lebua, (qui è stata girata una delle scene del film Una notte da Leoni 2). 

Viaggio in Thailandia: la vita notturna a Bangkok
Roof top della Torre Lebua
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Viaggio in Thailandia, a Bangkok: dove mangiare

Si va dall’ottimo street food dei baracchini sparsi per la città ai ristoranti gourmet. A Bangkok “il cibo di strada” rappresenta una vera e propria istituzione. Si tratta di un’abitudine diffusa tra gli abitanti della capitale thailandese e che fa parte della loro cultura. Perciò vi consiglio di provarlo.

Viaggio a Bangkok: lo storte food
Street food a Bangkok
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Bancarelle di frutta in strada
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Per gli amanti della cucina stellata vale il viaggio in Thailandia una cena nel ristorante di chef Gaggan, inventore della cucina molecolare, sperimentale asiatica che da poco aperto il suo nuovo ristorante Gaggan Anand.  In realtà piuttosto caro, ma, vi assicuro che ne vale la pena. Creato in uno spazio della modaiola Sukhumvit 31, gioca sul coinvolgimento diretto degli ospiti, seduti attorno alla grande isola centrale del G’s Spot.

Viaggio a Bangkok: nuovo ristorante di Gaggan Anand
G’s Spot, una delle tre aree del ristorante di Gaggan Anand

Vi consiglio di provare una cena sul rooftop restaurant Vertigo Grill al 61° piano dell’hotel Banyan Tree, sopratutto per vista, la migliore a 360 gradi della città. Propone una cucina internazionale con un tocco asiatico. Infine per piatti tipici della tradizione thai rivisitati andate da Namsaah Bottling Trust. In un ambiente trendy, tra lampadari di piume di struzzo e teste di rinoceronti alle pareti, si mangiano piatti tipici contemporanei, come l’hamburger al basilico piccante tailandese. Al piano terra longue bar con dj live e ottimi cocktail. Perciò vi consiglio di farci un salto anche solo per un cocktail.

Namsaah Bottling Trust
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Vertigo Grill

Altro indirizzo gourmand è Nahm, ristorante sotto la guida della famosa chef Pim Techamuanvivit, che ha confermato il suo posto come uno dei migliori ristoranti in Asia, conquistando una stella Michelin per il terzo anno consecutivo nel 2020. Al Nahm si può sperimentare il meglio della gastronomia thailandese che, secondo Pim Techamuanvivit, deve rappresentare un esercizio di equilibri in cui interagiscono sensazioni alternanti di piccantezza, asprezza, acidità, dolcezza e sapidità. 

Viaggio a Bangkok: ristorante Nahm all'interno del Motropolitan COMO Hotel
Ristorante Nahm
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Viaggio in Thailandia, a Bangkok: : dove dormire

COMO Metropolitan Bangkok

COMO Metropolitan

Urban hotel di design, si trova nel cuore del distretto finanziario di Sathorn. Quindi location perfetta per visitare, muovendosi a piedi, la maggior parte dei templi. Il Como Metropolitan è l’essenza del lusso discreto, firmato dall’architetto singaporese Kathryn Kng.  All’interno tutto è all’insegna della Shambala Experience, che promuove la salute, il benessere e il relax tramite piatti e trattamenti in spa. Fondata da Christina Ong, titolare del gruppo COMO Hotels and Resorts , businesswoman  di Singapore, per Forbes una delle donne più potenti del pianeta. Fiore all’occhiello il suo ristorante Nahm (vedi sopra).

PHUKET

Da Bangkok a Phuket il passo è breve: solo un’ora e mezza di aereo. Perciò se avete il tempo vale la pena andarci. Si tratta della più grande isola della Thailandia e la principale destinazione balneare. E’ nota come “la Perla delle Andamane”.

Viaggio a Phuket
L’isola di Phuket

Se in un viaggio in Thailandia cercate una vacanza fuori dalle classiche rotte turistiche, scordatevi le spiagge affollate come quella di Patong, località famosa per la movida. Invece dirigetevi sulla costa est, dove troverete spiagge deserte, ville nascoste nella giungla con il tempo che scorre ad un ritmo diverso.

Murales nella città vecchia
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Non perdetevi un giro nella Old Phuket Town, un mix di architetture con forte influenza portoghese. Soprattutto passeggiate lungo la Thalang Road, la via principale, su cui si affacciano casette colorate e shop-house a due piani, storici caffè e negozi d’artigianato.

Viaggio a Phuket
Le case colorate della città vecchia
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Viaggio in Thailandia, a Phuket: dove mangiare

Da Mee Ton Poe si va soprattutto per i signature Hokkien noodles, tra i migliori di Phuket. Invece da Raya, un edificio a due piani sino-thai di inizio secolo, vi consiglio di assaggiare gli spaghetti di riso con curry di granchio e la pancetta di maiale caramellata, due delle sue specialità. 

Viaggi a Phuket: Port Yamu COMO hotel
Point Yamu, COMO hotel
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Viaggio in Thailandia, a Phuket: dove dormire

Indirizzo top per dormire è Point Yamu di COMO Hotels and Resorts, disegnato da Paola Navone. Sul lato più selvaggio di Phuket, all’estrema punta di Cape Yamu, si affaccia sulle spettacolari formazioni rocciose di Phang Nga Bay e sul mare delle Andamane. Due i ristoranti: Nahmyaa per cucina thai e La Sirena, italiano, affacciato sull’infinity pool, dove gustare un’autentica pizza cotta nel forno a legna.

Ingresso Point Yamu, design Paola Navone
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Dettaglio Poi Yamu, design Paola Navone
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Dettaglio Poi Yamu, design Paola Navone
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Ristorante La Sirena, Point Yamu, design Paola Navone
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Nahmyaa per cucina thai, Point Yamu, design Paola Navone
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Il suo beach club, su un’isola privata, si trova a mezz’ora di tipica long boat. La spiaggia dorata si trova ai margini di una giungla incontaminata, dotata di tutti i comfort: piscina d’acqua salata, ristorante sulla spiaggia e due cabine per trattamenti Spa.

Tipica imbarcazione thailandese
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Viaggio a Phuket: Beach club Point Yamu, design paola Navone
Beach Club Point Yamu
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Info turisticheTurismo Tailandese  

VIAGGIO IN GIAMAICA, COSA VEDERE

#IOVIAGGIOCONLA MENTE

Un viaggio in Giamaica, isola immersa nel Mare dei Caraibi, ricca di vegetazione, con alcune delle più belle spiagge dei Caraibi, ma non solo… Myluxuryexperiences vi suggerisce cosa vedere. Seguitemi!

Viaggio in Giamaica: Seven Mile
Seven Mile Beach
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Un viaggio in Giamaica per le sue splendide spiagge

Candide spiagge incorniciate da palme, acque trasparenti e foreste tropicali. Questa è la Giamaica, isola delle Grandi Antille, inserita nel mio articolo su Starbene tra le isole da sogno.

Goldeneye Resort
Goldeneye Resort
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Un viaggio in Giamaica per gli appassionati di 007

Questa isola caraibica è la patria di Bob Marley, Usain Bolt e 007. Sì perché è qui che, dalla penna di Ian Fleming, è nato l’agente segreto più famoso del mondo. E proprio in Giamaica sono state girate le scene iniziali del nuovo film di James Bond che uscirà tra qualche giorno nelle sale cinematografiche. Con Daniel Craig nel ruolo di 007 e di Rami Malek in quello del cattivo. I produttori si sono detti entusiasti di girare in Giamaica, il punto di partenza di film cult della saga come Agente 007, Licenza di uccidere o Agente 007 Vivi e lascia morire

Goldeneye
Edificio centrale del resort Goldeneye
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Un viaggio in Giamaica per vedere Goldeneye

La villa di Fleming Goldeneye a Oracabessa Bay, a est di Ocho Rios, nella costa nord, è stata trasformata dal proprietario Christofer Blackwell, produttore di Bob Marley e fondatore dell’etichetta musicale Island Records, in un resort esclusivo che negli anni ha ospitato molti personaggi famosi. Da Sting che ha scritto Every Breath You Take, proprio alla scrivania dove Ian Fleming creò la serie su Bond a Bono che qui ha composto la colonna sonora di 007 Goldeneye.

Villa di Fleming
Villa di Fleming al Goldeneye Resort
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A pochi chilometri dal resort, nella baia di Oracabessa, su una piccola penisola, c’è la James Bond Beach, iconica spiaggia dalle cui acque turchesi uscì Ursula Andress in “Licenza di uccidere”. 

James Bond Beach
James Bond Beach

Viaggio in Giamaica: fiori tropicali e colibrì

Sulla costa occidentale, a Negril, c’è la Seven Mile Beach, undici chilometri di litorale, considerata una delle più belle dei Caraibi. Per assaggiare piatti tradizionali della cucina casalinga giamaicana si va da Miss Lily’s, un ristorantino pied dans’eau, dello Skylark Negril Beach Resort. Da non perdere una visita al Barney’s Flower & Hummingbird Garden Jamaica, un piccolo ma stupendo giardino tropicale, dimora di molti colibrì a cui dare da bere.