IL MIO VIAGGIO IN KENYA

Questa è una delle più belle foto che io abbia scattato nel mio viaggio in Kenya. Copyright © · Fotografia di Clelia Torelli · all rights reserved
Uno scatto in un attimo di felicità
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Ripercorro con voi il mio viaggio in Kenya. Sette indimenticabili giorni in terra kenyota. Una vacanza a stretto contatto con la natura e la gente del luogo, un viaggio meraviglioso per comprendere che il “mal d’Africa” esiste davvero. Potete vedere altre mie foto sempre sul mio sito

Un altro scatto dal mio viaggio in Kenya
Antilopi che pascolano
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Quando nel 2013 mi è stato proposto questo viaggio in Kenya, da una parte ero entusiasta perché avevo finalmente l’opportunità di andare in Africa, destinazione nella top ten dei miei viaggi sogno; così come partecipare ad un safari, per vedere gli animali nel loro habitat naturale … ma dall’altra avevo mille timori!

Escursione al lago Naivasha
Zebre intorno al lago Naivasha
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Mi avevano detto che in Kenya che ci sono tantissime zanzare, portatrici di malaria, di vaccinarmi assolutamente

FALSO

Durante il mio viaggio in Kenya, dal lago Naivasha alla riserva di Ol Pejeta, non ne ho vista una! La prevenzione contro questi insetti, nelle zone “malaria free”, si basa sull’uso di repellenti, abbigliamento di colore chiaro con maniche lunghe dopo il tramonto e al mattino presto. In ogni modo prima di vaccinarvi consultate il vostro medico di fiducia o l’ufficio Asl di competenza, indicando la zona dove andate, perché i farmaci di profilassi antimalarica hanno diversi effetti collaterali. 

Un safari al lago Naivasha abbina stupendi paesaggi lacustri e colonie di uccelli con l'osservazione di zebre, giraffe e soprattutto ippopotami
Fenicotteri in volo sul lago Naivasha
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Mi avevano detto che a luglio/agosto è meglio non partire 

FALSO

Scopro, invece, che questo è uno dei periodi migliori per andarci. Dopo le piogge il territorio della Rift Valley è verde, alberi e piante fioriscono e vi sono tantissimi cuccioli di diversi animali da vedere. Poi la savana acquisisce il suo tipico color oro e giallo ed i felini si vedono meglio poiché l’erba è rada. Inoltre, a luglio ed agosto, uno spettacolo da non perdere sono le migrazioni di milioni e milioni di zebre e gnu che si spostano in massa dal parco Serengeti alla ricerca di pascoli più verdi. Il luogo migliore per osservare il fenomeno è il parco di Masai Mara, grande riserva naturale situata nella parte sudoccidentale del Paese.

Il mio viaggio in Kenya: escursione al lago Naivasha
Foto scattata dalla barca sul lago Naivasha
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Mi avevano detto che le strade non sono in ottime condizioni

VERO

Il mio viaggio in Kenya inizia con l’arrivo all’aeroporto di Nairobi. Salita a bordo di una jeep, sono partita per la Rift Valley, destinazione lago Naivasha, a 1890 metri d’altitudine, con tappa prima alla casa di Karen Blixen. Il luogo perfetto per iniziare il mio viaggio in Kenya, dove si respira un’atmosfera ferma nel tempo. Riaperta da poco, dopo un restauro, la casa/museo si visita stanza per stanza, dalla camera da letto alla sala da pranzo, passando per lo studio. Gli arredi e gli allestimenti sono perfettamente conservati. In più sono stati aggiunti alcuni accessori e strumenti utilizzati durante le riprese del film “La mia Africa”. Nel giardino i frangipani sono fioriti intorno alla panchina sulla quale la scrittrice si sedeva a scrivere e ad aspettare l’arrivo del suo amato. 

Il mio viaggio in Kenya: la casa di Karen Blixen
La panchina dove si sedeva Karen Blixen
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Da qui, riprendo la strada per il lago. Causa alcune strade chiuse, per una recente inondazione, il viaggio dura circa sei ore. “Ma ne è valsa la pena”- mi sono detta una volta giunta a destinazione, al Lloldia House. Questo cottage in perfetto stile inglese, immerso nella natura, lascia senza fiato. Mi accoglie Haether, una simpatica signora, nata in Kenya, ma di origine britannica, e una famiglia di ippopotami, sistemati per la notte sulle rive del lago. Questo è il loro habitat naturale così come per circa 450 specie diverse di uccelli, un vero paradiso per gli ornitologi. E nota curiosa: ci sono tantissime serre che mi fanno scoprire che il Kenya è il quarto esportatore mondiale di rose! Qui l’industria dei fiori rappresenta una delle principali entrate finanziarie dopo il turismo. 

Il mio viaggio in Kenya: Lloldia House, cottage in perfetto stile inglese, immerso nella natura,
Lloldia House, cottage immerso nella natura
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Mi avevano detto che c’è povertà e sporcizia ovunque e che i locali sono invadenti e imbroglioni

FALSO

la realtà africana è quanto mai lontana dal nostro ordinato stile di vita, la povertà è praticamente ovunque, ma portata con grande dignità, mai sbandierata. Lungo la strada verso il Lago Naivasha ho attraversato villaggi in cui le donne siedono su piramidi di masserizie colorate e brandiscono caschi di banane. Accanto artigiani del legno intagliano letti e, quelli del ferro, forgiano, dentro baracche in lamiera colorate, arnesi da cucina. Qui ho incrociato lo sguardo di tanti bambini con i loro grandi occhi e i loro sorrisi che rimarranno un ricordo indelebile nella mia mente e un’infinità di allegri e cortesi “jambo”, ciao nella lingua locale, da parte di tutte le persone che ho incontrato, educati ed estremamente disponibili.

Il mio viaggio in Kenya: donne al mercato
Mercato colorato in mezzo alla strada
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Mi avevano detto che il Kenya non è un Paese per una come me che ama le comodità, certamente non avventurosa e temeraria

FALSO

Certo preparare la valigia in effetti è stato arduo: al posto di stiletti e tubini ho messo jeans, tute, tee-shirt e scarpe da tennis. Inusuale per me! Però la scelta è stata vincente: casual e comoda. A questo penso, mentre sulla jeep, attraverso i 90.000 ettari della riserva privata The Ol Pejeta Conservancy. Vivo in simbiosi con la natura selvaggia e incontaminata, nell’attesa di un avvistamento, ogni volta come se fosse il primo, in silenzio, trattenendo il respiro! Questo è il safari, “viaggio”, in swahili, che non significa soltanto scattare foto alla fauna, ma anche e soprattutto conoscere e capire ciò che si sta esplorando: animali, piante, gruppi tribali o semplici impronte sul sentiero. Entro in un battibaleno nella stessa lunghezza d’onda della natura e mi sento parte di essa.

Il mio viaggio in Kenya: Rift Valley
La Rift Valley
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Mi avevano detto che è pericoloso dormire nei campi tendati

FALSO

Il mio viaggio in Kenya: vista dalla mia tenda
Vista dalla mia tenda
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Il mio viaggio in Kenya: Sweetwaters Tented Camp
La mia camera al Sweetwaters Tented Camp
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Durante il safari le soluzioni possibili di soggiorno sono il lodge, completamente in muratura o il campo tendato, entrambi situati nei parchi, in posizioni suggestive. Io vi consiglio la tenda. Attenzione però! Non aspettatevi piccole tende canadesi, fissate a terra con paletti da campeggio. Gli alloggi dei campi tendati sono vere e proprie stanze pavimentate e indipendenti, munite di doccia, servizi e terrazzi con viste meravigliose. Come quello dove sono stata io, lo Sweetwaters Tented Camp all’interno di Ol Pejeta Conservancy, una riserva faunistica privata. La mia tenda è perfetta: spaziosa, pulitissima, dotate di ogni confort, proprio davanti ad una pozza dove si dissetano gli animali. Svegliarsi la mattina presto e vedere elefanti, facoceri e zebre abbeverarsi è uno spettacolo impagabile, da provare almeno una volta nella vita! Chicca notturna: una borsa dell’acqua calda sotto le coperte!

Equatore
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Per maggiori info: www.magicalkenya.it

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